È festa grande a San Martino in Strada e in tutto il Basso Lodigiano cestistico: la Robur et Fides Somaglia vince il tabellone-C di DR-1 e ritorna in Serie C. I titoli vengono facili: “C risiamo, C ritorniamo, era solo un arrivederC”. La Robur et Fides Somaglia – dopo averla già travolta in gara-1 – strapazza BaskeTown Milano anche in gara-2. Il punteggio finale è 75-52 in favore degli uomini di coach Giovanni Sabbia, che avevano vinto in terra meneghina lo scorso weekend 66-49. Dopo un anno di Purgatorio – metafora orribile ma che viene usata spesso in gergo – la Robur et Fides ritorna in Serie C. Prima di gara-2 ho avuto il piacere di scambiare quattro parole a microfoni spenti con coach Sabbia. Una cosa che ha detto mi è rimasta impressa. “Coach Andrea Zanchi (grande allenatore ex Assigeco n.d.r.) mi diceva sempre che la base dev’essere la difesa, i rimbalzi e poche palle perse”, mi ha riferito l’allenatore roburino. Ecco: la Robur et Fides Somaglia si è dimostrata una squadra zanchiana. La difesa proposta dalla compagine padrona di casa nel secondo atto della serie ha soffocato BaskeTown Milano sia in gara-1 che in gara-2. Ora però non ha alcun senso parlare di tattica e tecnica, sarebbe superfluo e anche un po’ retorico. Ora è il momento della festa e dei complimenti per tutti coloro che hanno reso possibile questa cavalcata. La pallacanestro presenta delle sliding doors: una di queste, non l’unica, è stata la rimonta di gara-3 della serie dei quarti di finale contro la Virtus Luino. La Robur et Fides Somaglia sembrava spacciata, ma quella partita ha forgiato per il finale di stagione la squadra che poi ha vinto il torneo.

La Robur et Fides Somaglia fa festa

Robur et Fides Somaglia: le idee non si negoziano e si vince tutti insieme

Se qualcuno mi chiedesse l’MVP di questa stagione della Robur et Fides Somaglia risponderei: il gruppo. E come gruppo non si intende solamente la squadra: è l’insieme di giocatori, staff tecnico, società… Perché questo gruppo squadra ha saputo reagire ai momenti difficili ed è stato in grado di raccogliere le forze per staccare gli avversari nello sprint finale, quando conta realmente. La Robur et Fides non ha negoziato le proprie idee: spazio ai giovani, con alle spalle un’infarinatura di ragazzi più esperti in grado di fornire solidità nei momenti decisivi. Quest’organico da sempre ha abbinato promesse talentuosissime a giocatori già affermati a questo livello. Non era scontato che queste realtà riuscissero a trovare la perfetta sinergia: qui c’è stata la bravura del duo Sabbia-Davide Benelli. Allenatore e vice-allenatore hanno sempre saputo – prima ancòra che allenare – ascoltare la squadra, capire le esigenze di ciascuno e ognuno si è messo a disposizione. Marco Andena e Filippo Galli hanno saputo guidare la squadra e lo spogliatoio dal primo allenamento sino al momento del taglio della retina, che ha segnato l’apice della festa sul parquet di San Martino in Strada. Le emozioni dopo la sirena finale – già prima a dire il vero visto il punteggio e il copione della partita – sono state estremamente genuine: sono state quelle di una squadra che ce l’ha fatta. Tutti coloro che hanno fatto parte di questo percorso sono cresciuti. Hanno saputo non esaltarsi troppo dopo le prime vittorie e non buttarsi giù nel momento più complicato della stagione.

Coach Sabbia e coach Benelli

La cavalcata ai play-off – con le preziosissime vittorie in trasferta e con il campo di casa inviolato – sono state il coronamento di un percorso. Questa squadra è sempre stata unita anche con i propri tifosi, che sono sempre stati presenti sia in casa che in trasferta. Un sentito ringraziamento va anche a loro, oltre a tutte le persone che hanno orbitato attorno alla Robur et Fides Somaglia a vario titolo. Questa è una vittoria di gruppo, costruita con il grande lavoro di tutte le componenti che ne hanno fatto parte: complimenti!